Milano, 4 mar. (Adnkronos Salute) - Smorfie irrefrenabili scambiate per insulti; colpi di tosse che suonano come grugniti; occhiolini e palpeggi compulsivi che sfociano in rissa perché confusi con avance sessuali; frasi scurrili, parolacce e bestemmie. Sono solo alcuni dei sintomi imbarazzanti, ma incontenibili, della sindrome di Tourette: una malattia neurologica con basi genetiche, non rara e comunque orfana di cure, difficilmente diagnosticata e il più delle volte mal gestita perché ritenuta di competenza psichiatrica. Fra i pazienti illustri anche il genio delle note Mozart, lo zar Pietro il grande e il principe di Condé, eccentrico potente alla corte del Re Sole. Sono 'tourettiani' come loro circa 400 mila italiani degli 800-900 mila che soffrono di tic. In quasi 100 mila casi la patologia assume forme socialmente invalidanti e in circa 5 mila resiste anche ai farmaci.
Il ritratto dei 'malati di tic' arriva dagli esperti dell'Irccs Galeazzi di Milano, leader nella diagnosi e nella terapia della sindrome descritta per la prima volta nel 1885 dal medico francese Gilles de la Tourette. "Ogni settimana vediamo 15-20 pazienti da tutta Italia", spiega oggi in un incontro a Milano Mauro Porta, direttore del Centro Tourette e Parkinson dell'istituto meneghino, che nella sua carriera di tourettiani ne ha visti "1.500, contro i 4-5 della media dei neurologi".
La malattia è più frequente nei maschi (3-4 volte più colpiti delle donne) e compare in età pediatrica, 'incrociandosi' spesso con l'Adhd (sindrome da deficit dell'attenzione e iperattività). In genere inizia a manifestarsi intorno ai 5-7 anni e nel 20-30% dei casi persiste anche in età adulta. La prevalenza del disturbo è compresa tra lo 0,15% e l'1-3% della popolazione, e secondo vari specialisti negli ultimi anni il problema è diventato più frequente.
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